NOL
Dei delitte e delle pene

Chapter 1

Preface

tf>
PKNK
In rebus quibuscumque difrìcilioribus , non expeclandum ut quis simul & serat & metat , sed prasparatione opus est ut per gradus matu- rescant.
Bacon. Serm. fidel.num, xzvm
DEI DELITTI
DELLE PENE.
&4 />ir*
E
NUOVA EDIZIONE Corretta e Accresciuta
A PudRI&I Da/ Jllolmi Libra/ o rue du Jardinqt, pr^ki lame duFaon
jrnccLxxx.
L' EDITO RE.
O E le moltiplici ristampe sono una provcLinanif està della bontà e pregio d'un Libro , come il son veramente , massime quando trattasi d* argomenti utili ed importanti ; quello che vi offro s devy essere eccellente \ giacché nel decorso di quindici anni _, ne sono state pubblicate forse più di dieci edizioni.
La presente ; che è la seconda. Parigina 3 e stata da me fatta eseguire giusta il nuovo ordine ^-^ £ Hj
( 6 )
approvato dall' Autore mede- simo.
Mi compiaccio meco stesso d* aver prestata due volte V ope- ra mia alla pubblicatoti di un Libro 3 pieno di umanità e di filosofia , e che torna in altret- tanto onore per V Autore 3 quanto è il vantaggio che può derivarne, . pel genere umano.
A CHI LEGGE.
Alcuni avanzi di leggi di un antico popolo conquistatore, fatte compilare da un principe che dodici secoli fa regnava in Costantinopoli, frammischiate poscia co' riti Longobardi, ed involte in farraginosi volumi di privati ed oscuri interpetri, for- mano quella tradizione di opi- nioni, che da una gran parte dell' europa ha tuttavia il nome di leggi j ed è cosa funesta quanto
a iy
( 8 )
comune al dì d' oggi che un' opi- nione di Carpsovio 3 un uso an- tico accennato da Claro, un tor- mento con iraconda compiacen- za suggerito da Farinaccio, sieno le leggi a cui con sicurezza ub- bidiscono coloro che tremando clovrebbono reggere le vite e le fortune degli uomini. Queste leggi, che sono uno scolo de' secoli i più barbari, sono esami- nate in questo libro per quella parte che risguarda il sistema criminale \ e i disordini di quelle si osa esporli a5 direttori della
( s> )
pubblica felicità con uno stile , che allontana il volgo non illu- minato ed impaziente. Quella ingenua indagazione della ve- rità, quella indipendenza dalle opinioni volgari con cui è scritta quest' opera , è un effetto del dolce e illuminato governo sotto cui vive T autore. I grandi mo- narchi, i benefattori della uma- nità , che ci reggono, amano le verità esposte dall' oscuro filo- sofo con un non fanatico vigore, destato solamente da chi si av- venta alla forza o alla industria,
a v
(io)
rispinto dalla ragione : e i disor- dini presenti, da chi ben n'esa- mina tutte le circostanze, sono la satira e il rimprovero delle passate età , non già di questo secolo e de' suoi legislatori.
Chiunque volesse onorarmi delle sue critiche , cominci dun- que dal ben comprender lo sco- po a cui è diretta quest' opera, scopo che, ben lontano di dimi- nuire la legittima autorità , ser- virebbe ad accrescerla , se più che la forza può negli animi la opinione , e se la dolcezza e
{ il )
V umanità la giustificano agli occhi di tutti. Le mal intese cri- tiche pubblicate contro questo libro si fondano su confuse no- zioni , e mi obbligano d' inter- rompere per un momento i miei ragionamenti agP illuminati let> tori, per chiudere una volta per sempre ogni adito agli errori di un timido zelo , o alle calunnie della maligna invidia;
Tre sono le sorgenti dalle quali derivano i principj morali e politici regolatori degli uomi- ni. La rivelazione, la legge na-
a vj
(ti)
turale , le convenzioni fattizie della società. Noti vi è paragone tra la prima e le altre per rap- porto al principale di lei fine ', ma si assomigliano in questo, che conducono tutte tre alla fe- licità di questa vita mortale. Il considerare i rapporti dell'ultima non è T escludere i rapporti delle due prime : anzi siccome quelle , benché divine ed immutabili , furono ., per colpa degli uomi- ni , dalle false religioni e dalle arbitrarie nozioni di vizio e di virtù, in mille modi nelle de-
( 13 )
pravate menti loro alterate ; così sembra necessario di esaminare separatamente da ogni altra con- siderazione ciò che nasce dalle pure convenzioni umane o es- presse o supposte per la ne- cessità ed utilità cominne,, idea, in cui ogni setta ed ogni siste- ma di morale deve necessaria- mente convenire; e sarà sem- pre lodevole intrapresa quella, che sforza anche i più pervicaci ed incieduli a conformarsi ai principi che spingono gli uomini a vivere in società. Sonovi dun-
( 14 )
epe tre distinte classi di virtù e di vizio; religiosa y naturale, e politica. Queste tre classi non devono mai essere in contraddi- zione fra di loro ; ma non tutte le conseguenze e i doveri , che risultano dall' una , risultano dalle altre \ non tutto ciò che esige la rivelazione , lo esige la legge naturale \ ne tutto ciò , eh' esige questa, lo esige la pura legge sociale : ma egli è impor- tantissimo di separare ciò che risulta da questa convenzione , cioè dagli espressi o taciti patti
( 15 )
degli uomini, perchè tale è il limite di quella forza , che può legittimamente esercitarsi tra uomo e uomo , senza una spe- ciale missione dell'essere supre- mo. Dunque l'idea della virtù politica può senza taccia chia- marsi variabile ; quella della virtù naturale sarebbe sempre limpida e manifesta 5 se V imbe- cillità o le passioni degli uomini non la oscurassero; quella della virtù religiosa è sempre una è costante, perchè rivelata imme- diatamente da Dio j e da lui conservata»
( I* )
Sarebbe dunque un errore 1' attribuire, a chi parla di con- venzioni sociali e delle conse- guenze di esse, principi contrae rj o alla legge naturale o alla rivelazione , perchè non parla di queste. Sarebbe un errore a chi 5 parlando di stato di guerra prima dello stato di società, lo prendesse nel senso Hobbesia- no , cioè di nessun dovere , e di nessuna obbligazione ante- riore , in vece di prenderlo per un fatto , nato dalla corruzione della natura umana , e dalla
( 17 )
mancanza di una sanzione es-* pressa. Sarebbe un errore l' im* putare a delitto ad uno scrittore y che considera le emanazioni del patto sociale , di non ammet- terle prima del patto istesso.
La giustizia divina e la gius- tizia naturale sono per essenza loro immutabili e costanti, per- chè la relazione fra due me- desimi oggetti è sempre la me- desima ; ma la giustizia umana , o sia politica , non essendo che una relazione fra Y azione e lo stato vario della società , può
C 18 )
Variare a misura che diventa necessaria o utile alla società queir azione , ne ben si discerne se non da chi analizzi i compli- cati e mutabilissimi rapporti delle civili combinazioni. Sì tosto che questi principj 3 es- senzialmente distinti , vengano confusi, non vi è più speranza di ragionar bene nelle materie pubbliche. Spetta a' teologi lo stabilire i confini del giusto e dell' ingiufto , per ciò che ris- guarda V intrinseca malizia o bontà dell' atto ; lo stabilire i
( H )
rapporti del giusto e dell' in* giusto politico spetta al pubbli- cista : né un oggetto può mai pregiudicare all' altro , poiché ognun vede quanto la virtù pu- ramente politica debba cedere alla immutabile virtù emanata da Dio.
Chiunque, lo ripeto , volesse onorarmi delle sue critiche, non cominci dunque dal supporre in me principj distruttori o della virtù o della religione , men- tre ho dimostrato tali non essere i miei principj , e in vece di far-;
\d > Dei Delitti
Quanto maggiore sarà il numero di quelli che intenderanno e avranno traile mani il sacro codice delie leg- gi , tanto men frequenti saranno i de- litti , perchè non V ha dubbio che l'i- gnoranza e l'incertezza delle pene ajutino l'eloquenza delle passioni. Che dovremo pensar degli uomini , riflet- tendo esser questo l' inveterato costume di buona parte della colta ed illumi- nata Europa ?
Una conseguenza di queste ultime riflessioni è , che senza la scrittura una società non prenderà mai una forma fissa di governo , in cui la forza sia un effetto del tutto, e non delle parti, e in cui le leggi inalterabili ( se non dal- la volontà generale) non si corrom- pano passando per la folla degl'interes- si privati. L'esperienza e la ragione ci hanno fatto vedere, che la probabilità e la certezza delle tradizioni umane si sminuiscono a misura che si allonta- nano dalla sorgente. Che se non esiste uno stabile monumento del patto so- ciale , come resisteranno le leggi alla
e delle Pene, 2 x
forza inevitabile del tempo e delle passioni !
Da ciò veggiamo quanto sia utile la stampa , che rende il pubblico , e non alcuni pochi, depositario delle sante leggi , e quanto abbia dissipato quello spinto tenebroso dì cabala e d'intrigo, che sparisce in faccia • ai lumi ed alle scienze apparentemente disprezzate e realmente temute dai suoi seguaci» Questa è la cagione per cui veggiamo sminuita in europa l' atrocità dei delitti , che facevano gemere gli antichi nostsi padri , i quali diventavano a vicenda tiranni', e schiavi. Chi conosce la sto- ria di due o tre secoli fa , e la nostra , potrà vedere , come dal seno del lusso e della mollezza nacquero le più dolci virtù , T umanità , la beneficenza , la tolleranza degli errori umani : vedrà quali furono gli effetti di quella che chiamano a torto antica semplicità e buona fede ; l' umanità gemente sotto T implacabile superstizione j l' avarizia 5 F ambizione di pochi tinger di sangue umano gli scrigni dell'oro e i troni
INDICE DEI PARAGRAFI
che si contengono in questo libro.
^-Introduzione, pag. i
IL Origine delle pene. Diritto di
punire , 7